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Immagine

Nel mondo romano l’immagine era una realtà indispensabile alla vita sociale: non solo le divinità erano rappresentate per immagini, ma tutta la letteratura è ricca di testi potentemente evocatori d’immagini, inoltre la stessa raffigurazione dell’imperatore diventa strumento di comunicazione nelle sculture chem, riproducendone e talvolta idealizzandone le fattezze, lo rendono reale nell’immaginario coevo, fino a quelle raffigurazioni di potere d’uso quotidiano che sono le monete.

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In epoca romana

Vi erano numerosi ordini sacerdotali in Roma, ognuno dedicato ad una divinità precisa. Il Pontifex maximus era capo del collegio dei pontefici, includente i Flamines, le Vestali ed il Rex sacrorum. Flamen Dialis, il sacerdote al servizio di Giove, Flamen Martialis, al servizio di Marte, e Flamen Quirinalis, al servizio del dio Quirino, erano i sacerdoti più importanti e dal 300 a.C. dovevano appartenere a famiglie patrizie.


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# v-magazine:

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(Source: menstrualpsyche)

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(Source: menstrualpsyche, via gyptian)

# "Black is modest and arrogant at the same time. Black is lazy and easy - but mysterious. But above all black says this: “I don’t bother you - don’t bother me”."
Yohji Yamamoto 

(Source: boticca.com, via bloodisthenewblackk)

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In epoca romana

All’inizio dell’era cristiana il mondo mediterraneo viveva situazioni politico-religiose molto variegate, numerosi eventi (separazione tra Impero d’Occidente e d’Oriente, Concilio di Nicea e di Calcedonia, caduta dell’Impero Romano d’Occidente, campagne militari, nascita e diffusione dell’Islam) definirono un periodo di forti trasformazioni, in cui gli scambi interculturali furono la norma.


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# R’ Said Kachazam wrapped in a shamlei tallith in Yemen.
Nella pratica rituale ebraica lo scialle da preghiera (tallith) ha una importanza notevole e, benchè esso non faccia parte dei paramenti liturgici, è altrettanto vero che il suo uso si è perpetuato fino ad oggi, conservando tutte le caratteristiche stabilite anticamente. Il tallith deve avere quattro nappe agli angoli, dette tzizith, composte da un numero preciso di fili e nodi ciascuna: il numero dei nodi ed il numero di volte in cui alcuni fili sono avvolti attorno agli altri (ve n’è sempre uno più lungo che in antico era blu e non bianco) corrisponde numericamente al “nome” di Dio; è un vero e proprio codice che utilizza una forma d’abbigliamento per comunicare con Dio stesso, secondo i suoi insegnamenti.

R’ Said Kachazam wrapped in a shamlei tallith in Yemen.

Nella pratica rituale ebraica lo scialle da preghiera (tallith) ha una importanza notevole e, benchè esso non faccia parte dei paramenti liturgici, è altrettanto vero che il suo uso si è perpetuato fino ad oggi, conservando tutte le caratteristiche stabilite anticamente. Il tallith deve avere quattro nappe agli angoli, dette tzizith, composte da un numero preciso di fili e nodi ciascuna: il numero dei nodi ed il numero di volte in cui alcuni fili sono avvolti attorno agli altri (ve n’è sempre uno più lungo che in antico era blu e non bianco) corrisponde numericamente al “nome” di Dio; è un vero e proprio codice che utilizza una forma d’abbigliamento per comunicare con Dio stesso, secondo i suoi insegnamenti.

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Da ebraismo a cristianesimo

Oro, filati violacei scarlatti e color porpora, lino, gemme, sonagli melagrane e nappe.

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Cristianesimo degli inizi.

Il guardaroba del clero cristiano è nei primi secoli del tutto simile a quello della gente comune e solo tra il V-VII secolo d.C. le vesti liturgiche cominceranno a distinguersi da quelle quotidiane. Non è importante solo comprendere in quale modo si siano sviluppate le forme della veste liturgica, o da dove esse siano state tratte; è altrettanto interessante seguire il percorso delle idee che hanno motivato una scelta piuttosto che un’altra nel corso del tempo.

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(via anthropophagic)

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(via anthropophagic)